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Viaggio sul Cammino di Santiago: diario fotografico

Prima tappa: Sarria – Portomarín.

Arrivati esausti dopo 14 ore di viaggio (Rynair ha tolto il volo diretto da Orio a Santiago), abbiamo subito recuperato vitalità e allegria con l’accogliente benvenuto dei galiziani. Cena ottima e breve capatina al bar per il doveroso chupito e poi via a dormire!

La prima tappa, Sarria – Portomarín, è stata straordinaria con la sua alternanza di momenti allegri, con chiacchiere, risate e momenti di silenzio e riflessione.

Arrivati a Portomarín, stanchi ma contenti, abbiamo dedicato ancora alcuni momenti ad una passeggiata per la bella e interessante cittadina, e un aperitivo in compagnia in attesa della cena .

Seconda tappa: da Portomarín. a Palas de Rei tra boschi, pascoli, piccole pievi e sacre steli il cammino continua.

Anche gustare la tortilla preparata con 24 uova rientra nella faticosa esperienza del pellegrino

Terza tappa: da Palas de Rei  ad Arzúa.

Oggi la tappa è stata particolarmente faticosa, sia perché i chilometri dei giorni scorsi cominciano a farsi sentire sia perché era un tratto particolarmente impegnativo, ma alla fine ce l’abbiamo fatta!

Abbiamo conosciuto un prete spagnolo che vive a Roma e che sta accompagnando un gruppo di pellegrini Messicani sul Cammino di.Santiago. Questa sera alle 19.30 celebra una messa qui in hotel e ci ha invitati.

Le nuove amicizie e gli incontri impensabili e arricchenti sono uno degli aspetti magici del Cammino di Santiago.

Quarta tappa: da Arzúa a Lavacolla.

Giornata di vento e pioggia, ma è il prezzo da pagare per vedere la verdissima Galizia.

Oggi tragitto più lungo del solito, per poter arrivare presto, domani, a Santiago

Giornata ricca di emozioni. In mattinata arrivo a Santiago: uno sguardo alla cattedrale e via verso l’Ufficio del Pellegrino per il ritiro della Compostela, l’attestato di “Pellegrino”. Poi il pranzo e la visita della suggestiva città, in attesa di poter entrare in cattedrale per la visita alla tomba del Santo e per assistere alla messa del Pellegrino.

Ritroviamo il curato con cui abbiamo condiviso parte del nostro cammino, con il suo gruppo di pellegrini messicani che ci anticipano che concelebrerà la messa in cattedrale. Una messa molto particolare, in diverse lingue contemporaneamente, tra cui anche una parte in italiano.

Al termine altra emozione: la squadra di “tiraboleiros”, tiratori specializzati della cattedrale, fa partire il “botafumeiro”, un enorme incensore, che comincia a dondolare da una parte all’altra della cattedrale, cospargendoci di incenso mentre l’organo suona emozionanti note accompagnato dalla voce straordinaria di una suora.

Al termine corriamo in hotel per non arrivare troppo tardi alla cena e poi di nuovo nella grande piazza de Obradoiro per assistere allo spettacolo della Tuna di Santiago, un importante gruppo musicale della tradizione universitaria spagnola.

Ultima giornata molto bella e divertente!

Di prima mattina, con un pullman tutto nostro, siamo partiti per andare spasso per l’oceano, comodi e senza più faticare. Prima tappa a Muxia, per visitare il bel santuario della Madonna della Barca e per passare tre volte sotto la barca di pietra rovesciata su cui, secondo la credenza popolare, avrebbe viaggiato la Madonna per raggiungere quella costa (lo strano e divertente rituale servirebbe per proteggersi contro il mal di schiena).

Lasciata questa suggestiva località abbiamo continuato fino a Finisterre, luogo che raggiungevano i pellegrini medievali, dopo avere pregato a Santiago sulla tomba del Santo, per i riti pagani di purificazione e per raccogliere sulle sue spiagge la famosa conchiglia, come prova di avere veramente fatto il Cammino.

Lasciata Finisterre, dopo un lauto pranzo al porto a base di pesce e dopo essere entrati nelle fredde acque dell’oceano per ripetere il rito della purificazione, abbiamo raggiunto le cascate di Ézaro, le cui acque dolci, uniche in Europa, si gettano nell’acqua salata del mare.

Ultima tappa Muros, un’incantevole villaggio sul mare, così chiamato in quanto le sue mura erano un importante baluardo contro le scorribande dei pirati, in cui sorge anche una bellissima chiesa che non abbiamo omesso di visitare. Merenda al bar con i pasticcini preparati dalle suore di clausura di Santiago, e rientro per la cena e soprattutto il dopocena, un divertente momento di chiusura del nostro bel viaggio insieme, coronato dall’immancabile “chupito de hierbas“. Poi tutti nelle proprie camere a lottare con la chiusura delle valigie che, chissà perché, al ritorno di ogni viaggio sembrano essere diventate più piccole.

Domani purtroppo dobbiamo salutare Santiago e la Galizia e tornare, con un po’ di malinconia, ma con il cuore e gli occhi pieni di gioia, alle nostre case. Un’esperienza unica che ci ha cambiato davvero!

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