Testata: Il Nuovo Torrazzo.
Uni-Crema, la Libera Università per l’età adulta, in collaborazione con il Comune e il Museo Civico, organizza una lectio magistralis a tema Le tele macabre del Museo di Crema. Relatore il professor Federico Pecchenini, docente al Politecnico di Milano.
L’incontro, aperto alla cittadinanza, si svolgerà in sala Pietro da Cemmo mercoledì 11 febbraio, alle ore 15.30. Ingresso libero. Al termine i partecipanti saranno accompagnati all’interno dell’adiacente Museo Civico a vedere le tele. Per la visita è necessaria la prenotazione (da effettuare in sede Uni) a causa dello spazio limitato nella sala museale ospitante le opere.
Le tele macabre, realizzate da un pittore di scuola lombarda, formano un ciclo di quattordici dipinti a olio di notevoli dimensioni e forte impatto visivo, risalenti al XVIII secolo. Provengono dalla chiesa di San Bernardino in città, dove erano posizionate sulle paraste dei pilastri che separano le cappelle interne. Sono di proprietà della cattedrale e dal 1960 si trovano in deposito presso il Museo Civico. Le tele furono commissionate dalla corporazione dei mercanti per la celebrazione del triduo dei defunti, un rito devozionale della durata di tre giorni, celebrato durante la Quaresima in suffragio delle anime del Purgatorio. Si suppone che tale rito sia nato a Brescia nei primi decenni del Settecento, diffusosi nel Bergamasco e nel Cremasco.
Ogni dipinto del ciclo rappresenta uno scheletro abbigliato in modo tale da riconoscerne la professione e l’appartenenza a uno stato sociale, come era d’uso all’epoca per la funzione dei vestiti. Le immagini rappresentano popolani, aristocratici ed ecclesiastici.
Il prof. Pecchenini ha portato di recente il proprio contributo, relativo a questo prezioso frammento di storia cremasca, al convegno internazionale Dress and painting: clothing and textiles in art, ospitato alla Torre di Londra nell’ottobre 2025, quale unico studioso italiano presente tra i sedici relatori provenienti da tutto il mondo.
Uni-Crema si distingue una volta ancora per la diffusione della cultura, dell’arte e della storia della città, del territorio e oltre i suoi confini.
