Dopo avere trascorso 4 giorni nella sorprendente Estremadura, accompagnati dalla docente di spagnolo Clara Vismara rieccoci a percorrere la terra cremasca.
Clara ha voluto essere con noi ed ha portato con sé un gruppo di iscritti all’Università del Benessere” di Rivolta d’Adda con la quale UNI-CREMA è gemellata.
Quella di sabato scorso è stata la quinta camminata di questo Anno Accademico nella cui programmazione abbiamo voluto inserire un’uscita mensile sia alla scoperta del territorio sia come momento altamente socializzante per i partecipanti.
Sabato pomeriggio, accompagnati dal professor Italo Buzzi, avevamo come meta il Santuario della Pallavicina.
Partito dal piazzale della parrocchiale di S. Bernardino, lungo la ciclabile che porta a Izano, il numeroso gruppo ha effettuato una prima sosta alla cappelletta dedicata alla “Madonna dell’aiuto”, quindi ha proseguito fino alla frazione di Vergonzana.
Qui, davanti alla svettante ciminiera, il professor Buzzi ha spiegato l’importanza delle fornaci, dal Medioevo fino al secolo scorso, e gli accorgimenti che si mettevano in atto per salvare lo strato di terreno fertile prima di procedere alla cava della creta per i laterizi.
Lasciata la ciminiera abbiamo deviato verso il Canale Vacchelli, grande opera di ingegneria idraulica che attraversa tutto il Cremasco, dalle prese dall’Adda fino al diramarsi in tredici rogge alle Tombe morte di Genivolta. Il grande manufatto fu scavato a fine ‘800, senza la tecnologia di oggi, tutto a forza di braccia e con le carriole, con lo scopo di portare acqua alle campagne cremonesi.
Oggi è diventato un elemento architettonico che arricchisce il territorio, ed è sempre un colpo d’occhio stupendo seguire la linea retta del Canale con l’infilata di ponti in cotto che l’attraversano e si riflettono nell’acqua.
Arrivati al Santuario abbiamo ammirato gli interni decorati, l’altare della Vergine, l’organo imponente ed abbiamo ascoltato con attenzione la storia dell’apparizione raccontata da Italo Buzzi, comodamente seduti sui banchi a riposare “le stanche membra”.
Un biscottino, tante chiacchiere anche con le suore e ritorno comminando in compagnia.