Riportiamo il discorso del direttore dei corsi, don Pierluigi Ferrari, espresso nel corso della presentazione ed inaugurazione del nuovo anno accademico 2023/2024.
Saint’Exupéry nel suo Il piccolo Principe scrive: “Se vuoi costruire una imbarcazione non preoccuparti di radunare uomini per raccogliere legname, preparare attrezzi, affidare incarichi, distribuire il lavoro. Vedi di risvegliare in loro la nostalgia del mare e delle sua sconfinata grandezza”.
Ci auguriamo che le proposte culturali che UniCrema presenta contribuiscano a suscitare in noi la nostalgia della ricerca.
Quali sono queste proposte culturali? Quest’anno, inserendoci su una tradizione consolidata che dobbiamo al compianto don Marco Lunghi, abbiamo fatto delle modifiche accentuando l’articolazione in 10 aree disciplinari rese più autonome dal contributo attivo dei rispettivi coordinatori, che voglio citare e ringraziare: per Scienze umane Adriano Tango; Filosofia Storia e Letteratura Nicoletta Matelloni; Scienze politiche sociali ed economiche Piero Carelli; Medicina Chirurgia, Veterinaria Tommaso Riccardi; Scienze matematiche, fisiche e naturali Primo Lanzani, Scienze ambientali e agrarie e Storia del paesaggio del territorio cremasco Valerio Ferrari; Arti e Beni culturali Marisa Bellini; Scienze religiose don PL Ferrari; Laboratorio di lingue straniere Amelia Frangioia, Media e Scienze della Comunicazione Giuseppe Firetto, Laboratori creativi e Uscite Daniela Bianchessi, cui va la nostra profonda riconoscenza per l’intelligente lavoro di segreteria coadiuvata da Ermelinda e Giuseppe Firetto. Sono inoltre stati individuati 4 nuclei tematici attorno ai quali svilupperemo corsi monografici: 1) Alessandro Manzoni a 150 anni dalla morte; su questo tema vi sarà anche la lectio magistralis della Dott.ssa J. Riva; 2) il modello economico sociale tedesco; 3) La cultura russa; 4) L’intelligenza artificiale.
Per questa articolata proposta vorrei andare oltre il termine “cultura” che come sappiamo è stato introdotto solo nel Settecento da intellettuali tedeschi. Penso che sia meglio riscoprire due parole che usavano gli antichi, pagani e cristiani: humanitas e paideia. Vorrei presentare, dal mio punto di vista 3 finalità che qualificano questa humanitas e e questa paideia: la bellezza, il dialogo, il discernimento.
La bellezza. Prendo spunto da San Paolo. Nella lettera ai cristiani di Tessalonica, la seconda città per importanza della Grecia, il primo scritto cronologicamente parlando, che è giunto a noi del cristianesimo intorno all’anno 5051: panta dokimàzete, to kalòn katechete, che vuol dire: Esaminate ogni cosa, tenete tò kalòn, ciò che è bello e buono.
I nostri corsi promuovono la ricerca del bello, non solo in senso puramente estetico, ma esistenziale capace di coinvolge sicuramente l’arte e la natura, ma anche il vivere sociale, la città, il lavoro quotidiano, la politica, l’economia, il rispetto dell’ambiente e soprattutto noi stessi, il nostro sentirci “in armonia”. In questo percorso si alternano studiosi, psicologi, docenti, appassionati nel presentare la bellezza come valore aggiunto che ci permette di non ripiegarci sull’ovvio, ma ci apre a prospettive nuove.
Quanto ai nostri iscritti noi li pensiamo come persone che desiderano approfondire in modo laico e libero i dilemmi del nostro tempo e le questioni sociali per leggere e interpretare insieme le sfide dei nostri tempi.
Il dialogo. Nella millenaria tradizione cristiana non ci sono solo le crociate e l’inquisizione spesso citati, anche a sproposito per dire le chiusure della Chiesa. Esistono infinite opere di inculturazione e di dialogo con la cultura esterna. Ed è a questi che vogliamo riferirci. Giustino nel II secolo scrive: Cristo è il Logos, la ragione, il senso di cui partecipa tutto il genere umano. E aggiunge un’espressione interessantissima: Coloro che vissero e vivono secondo il logos sono cristiani, anche se furono giudicati atei, come tra i greci Socrate ed Eraclito ed altri come loro. Il Concilio Vaticano II prenderà spunto da Giustino quando invita ad essere «Lieti di scoprire e pronti a rispettare quei germi del Logos (Cristo) che sono presenti nelle tradizioni nazionali e religiose dei popoli. Come si può comprendere Agostino senza conoscere il suo dialogo con i filosofi pagani Platone e Plotino? Ed è l’operazione che oggi alcuni studiosi cristiani compiono per una cristianizzazione dei miti. Pensiamo ad un Lettura in chiave cristiana dei miti omerici dell’Odissea, il viaggio di ritorno, il nostos, le sirene, Circe, i ciclopi, Nelle catacombe di Marcellino e Pietro sulla via Casilina a Roma, mi è sempre piaciuta molto un’immagine di Cristo con in mano una cetra, figura del mito di Orfeo.
Il discernimento. Nella lingua italiana ci sono due parole che si incrociano non da un punto di vista filologico, ma fonetico: duetto e duello: non sono contrapposte ma formano contrappunto armonico. Duetto e duello sono indispensabili perché ci sia la consonanza e la distanza. In italiano abbiamo anche la bella parola. “incontro” che è composta da “in” che significa andare verso, e “contro” che dice qualcosa che ci separa: ed è così il vero abbraccio: mantenere la propria identità ma al tempo stesso riconoscere che c’è una diversità che ci interpella.
Io auguro che i nostri corsi aiutino a mantenere questa dialettica che ci tiene lontano da posizioni fondamentaliste, da intolleranze verso chi è diverso o non la pensa come noi. Ci aiuti ad acquisire gli strumenti per discernere saggiamente il bello e il buono in tutte le espressioni dell’umanità della quale siamo parte. Dobbiamo imparare a camminare sul crinale. Don Primo Mazzolari ha scritto il romanzo La pieve sull’argine. Prendeva spunto dalla parrocchia della quale era pastore, Cicognara, posta sull’argine dell’Oglio, insegna che il buono e il bello sta su ambedue i versanti: quello illuminato dal sole e quello in ombra.
Grazie per la vostra partecipazione e la vostra pazienza.