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Mostra di pittura UNI-CREMA maggio 2024

Intervista di don Pierluigi Ferrari a Marisa Bellini, docente di disegno e pittura in UNI-CREMA

Ogni anno tu scegli un tema monografico per il tuo corso, del quale questa mostra rappresenta una finestra eloquente. Qual è il tema di quest’anno?

“Il tema di quest’anno è la quotidianità, ossia l’ambiente in cui viviamo e tutto quanto ne fa parte e lo circonda”.

Vediamo che diversi studenti hanno illustrato il tema “Alessandro Manzoni”, che UNI-CREMA, in questo 150° anniversario della sua morte ha ampiamente illustrato a più voci. A queste voci si è aggiunta anche l’arte figurativa curata dal vostro corso.

“Sì. Non potevamo ignorare questo avvenimento del quale tanto si è parlato in UNI-CREMA e tre artisti lo hanno rappresentato sia in modo realistico che in maniera impressionistica: Alessandro Manzoni e la prima moglie Enrichetta Blondel e il capitolo trentaduesimo dei Promessi Sposi con i monatti al lavoro”.

Quali altri temi di attualità sono stati prevalenti nella vostra ricerca e possiamo oggi ammirare in questa esposizione?

“In questa esposizione sono presenti centotrentatré lavori rappresentanti la quotidianità intesa come volti a noi cari, animali, passioni, interni ed esterni e tutto il nostro essere”

Negli ultimi anni si è notevolmente accresciuto il numero dei partecipanti a questa scuola di pittura. Qual è l’identità dei soggetti che scelgono il tuo corso? Cosa cercano in questo studio e in questo esercizio di arte figurativa?

“La prima domanda che solitamente presento ai nuovi arrivati è questa: ‘Cosa vi aspettate da questo corso e perché vi siete iscritti?’. La risposta è quasi sempre la stessa: ‘Amo l’arte, mi piacerebbe imparare a disegnare e/o a dipingere’. Alcuni aggiungono che non sanno disegnare, altri che dipingevano ma hanno smesso. Perciò la passione per la pittura è secondo me la risposta principale”.

Sappiamo che il tuo corso è particolarmente finalizzato a insegnare tecniche e stili di pittura. Come insegni e come si realizza questo obiettivo?

“Secondo me essere padroni del disegno è fondamentale e l’uso delle varie tecniche pittoriche viene dopo”.

Tra questi stili e queste tecniche è possibile individuare qualche esempio di affinità con alcune forme espressive delle avanguardie del Novecento?

“Assolutamente sì. Troviamo lavori ispirati a Van Gogh, Picasso e Cubismo, Modigliani e Matisse e anche all’espressionismo”.

Il Papa ha visitato domenica scorsa la Biennale di Venezia. È stato un riconoscimento dell’importanza dell’arte. Ha detto tra l’altro: «Sono venuto “a casa vostra” per incontrarvi personalmente e ringraziarvi di quello che siete e che fate. Nello stesso tempo vorrei mandare questo messaggio: il mondo ha bisogno di artisti». Come commenti queste parole?

“Il Mondo ha bisogno di artisti che sappiano portare alla ribalta i problemi del proprio tempo. Partendo dalla meditazione nella Cappella Sistina ha voluto ricordare i temi a lui cari come la salvaguardia del nostro Pianeta e il no alle guerre”.

Fëdor Dostoevskij nel romanzo L’idiota scrive che «La bellezza salverà il mondo». Il Concilio Vaticano II, nel suo messaggio agli artisti scrive: «Questo mondo nel quale viviamo ha bisogno di bellezza per non sprofondare nella disperazione. La bellezza è ciò che infonde gioia al cuore degli uomini, è quel frutto prezioso che resiste al logorio del tempo, che unisce le generazioni e le fa comunicare nell’ammirazione. E questo grazie alle vostre mani». Come valuti queste parole alla luce dell’esperienza che in questi anni stai facendo con la tua scuola di pittura?

“Sono d’accordo con questa affermazione che a volte viene usata in maniera stereotipa ma è una profonda verità. Ogni essere umano anela alla bellezza che di volta in volta è Pace di vita e riconciliazione con sé stessi”.