- Con: Ettore Bassi, Claudia Campagnola, Dario Merlini, Stefano Annoni, Maria Lauria, Tommaso Cardarelli, Marco Casazza, Raffaella Anzalone.
- Regia: Giorgio Gallione.
Quando
Giovedì 16 gennaio 2025, ore 21.00.
Costi
Poltrona a 20 euro anziché 32 euro (non iscritti €.30).
Programma
Ritrovo dei partecipanti alle ore 20.30 presso il bar del teatro San Domenico dove la Sig.ra Livia Cipolla consegnerà i biglietti.
Iscrizioni
Sino all’8 gennaio 2025 telefonando al 345 607 6297 ed effettuando il versamento di 20 o 30 euro.
Descrizione della rappresentazione
Un classico della letteratura teatrale, scritto dalla regina del giallo per antonomasia, viene portato in scena attraverso una rilettura che ne scardina gli stereotipi valorizzando l’aspetto contemporaneo di racconto e trama. I personaggi, pur essendo figli della loro epoca, appaiono come protagonisti senza tempo, in quanto le ferite esistenziali, i segreti, che ognuno di loro esplicita o nasconde, sono quelli dell’io diviso, della pazzia inconsapevole. Un’opera chiusa e precisa che però lascia spazio all’invenzione e alla sorpresa. Una promessa di imprevedibilità e, insieme, di esattezza, il sospetto e la consapevolezza che il confine tra vittima e carnefice possa essere superato in qualsiasi momento.
Così scrive il regista Giorgio Gallione
Il 25 novembre 1952, all’Ambassadors Theatre di Londra andava in scena per la prima volta “Trappola per topi” di Agatha Christie. Da allora, per 70 anni ininterrottamente, il sipario si è alzato su questa commedia “gialla” senza tempo e di straordinaria efficacia scenica. Ed ora tocca a noi… Non è consueto per me, spesso regista drammaturgo in proprio, misurarmi con un classico della letteratura teatrale. Certo da interpretare, ma da servire e rispettare. Ma non ho avuto dubbi ad accettare. Perché “Trappola per topi” ha un plot ferreo ed incalzante, è impregnata di suspense ed ironia, ed è abitata da personaggi che non sono mai solo silhouette o stereotipi di genere, ma creature bizzarre ed ambigue il giusto per stimolare e permettere una messa in scena non polverosa o di cliché.
