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Lectio magistralis di S.E. il Vescovo di Crema Mons. Daniele Gianotti

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“S. Agostino e le Confessioni: autobiografia come confessione dellaG razia di Dio”.

Di Rosa Massari Parati.

Una lectio magistralis di S.E. il Vescovo di Crema Mons. Daniele Gianotti ha aperto lunedì 9 dicembre l’anno accademico di Uni Crema. Tema dell’incontro, che si è svolto in Sala Alessandrini, “S. Agostino e le Confessioni: autobiografia come confessione della Grazia di Dio”. La relazione è stata accompagnata da immagini scattate in Algeria, terra natale del Santo che il Vescovo ha dichiarato di averla visitata recenetemente,e voler tornare a visitare nel 2030, facendo riferimento in particolare alla località Patrimonio Unesco Tipasa e ad Ippona.

Don Ferrari, in apertura, ha ringraziato il Vescovo per aver accolto la proposta del presidente Vincenzo Cappelli di offrire una lectio magistralis agli studenti di UniCrema. Nicoletta Matelloni, coordinatrice del settore filosofico, storico e letterario, ha introdotto la lezione ricordando come il filo conduttore delle lezioni di quest’anno sarà la biografia di persone famose, da Silvio Pellico a Cesare Pavese, fino a Sant’Agostino. La parola poi a S.E. il Vescovo, che ricorda come nel 427 Sant’Agostino scrisse le “Retractationes”, che descrivono l’evoluzione del suo pensiero, riesaminando i suoi lavori in ordine cronologico e spiegandone la genesi ed i temi principali. Ne restarono esclusi i “Discorsi”, o “Sermoni” sulla Bibbia, le festività religiose, i Santi e argomenti di ordine morale. Un biografo moderno, Peter Brown, definì “aride” le Retractationes, dando invece maggior valore alle “Confessioni”, scritte intorno al 398 dopo essere stato consacrato sacerdote e successivamente Vescovo. In una lettera al Vescovo Valerio, da cui aveva ricevuto l’Ordine, esprime i suoi timori al riguardo: mentre i fedeli lo acclamavano Vescovo, Agostino esitava anche solo a ricevere l’ordinazione sacerdotale. Le Confessioni sono la storia della sua maturazione religiosa, un’opera che dopo più di 1600 anni continua ad essere pubblicata e che parla anche ai cristiani di oggi. Dei 13 libri che compongono l’opera, quello più interessante per noi è forse il decimo: Agostino espone i motivi che lo hanno spinto a scrivere le Confessioni, poi spiega come tutti gli uomini aspirino alla felicità, ma pochi la trovino, perché solo in Dio c’è la vera gioia. Agostino stesso ci racconta come si è avvicinato a Dio: nato a Tagaste, in Algeria, da madre cristiana e padre pagano (che però si convertì prima della morte), dimostrò fin da subito doti di brillante studente, tanto che i genitori lo mandarono a Cartagine perché si preparasse alla carriera forense e qui vive una vita fin troppo spensierata. A 18 anni legge l’Hortensius di Cicerone (testo andato perduto), rimanendo affascinato dal tema dell’amore per la sapienza e della ricerca della saggezza che riempie la vita. Si avvicina all’eresia manichea, poi alla filosofia neoplatonica, ma negli anni successivi l’incontro con il Vescovo Ambrogio, e con il suo futuro successore Simpliciano, lo guida verso la conversione. Proprio dal Vescovo Ambrogio sarà battezzato a Milano, nel 387. Un cammino complesso e lungo quello che lo porta al Cristianesimo, la storia di un cuore e di un’anima che lo stesso Agostino racconta nelle Confessioni, lodando Dio per le sue opere. Il titolo, infatti, va inteso non solo come confessione delle proprie dissolutezza, ma anche come preghiera di un’anima che loda ed ammira l’azione di Dio presente dentro di lui e come professione di fede. Con la consapevolezza che solo la fede in Dio dà valore all’individuo. Un’opera, le Confessioni, di straordinaria modernità per la sua acuta indagine psicologica, per il suo costituire un’autobiografia interiore prima che di vita. Ed è proprio nel cammino interiore che Dio si manifesta all’uomo. Martin Lutero, che era agostiniano, scriveva “Come posso trovare Dio pro me?”.

Al termine della conferenza, S.E. il Vescovo ha celebrato la S. Messa di apertura dell’Anno accademico, con i doni a lui portati al momento dell’Offertorio. ll filo conduttore delle lezioni di filosofia, storia e letteratura, coordinate da Nicoletta Matelloni riguarda la biografia di persone famose: da Silvio Pellico a Cesare Pavese, passando da Eloisa e Abelardo fino a Sant’Agostino. Sulla figura del santo e sulla sua filosofia, il vescovo è un esperto tanto da averlo insegnato all’università di teologia. Prima di inoltrarsi nell’argomento, introdotto Nella Chiesa di San Bernardino-Auditorium B. Manenti Protagonisti i Cameristi e Cantanti del Teatro alla Scala di Milano Celebrato Giacomo Puccini con l’Opera in un atto “Suor Angelica” Banca Cremasca Mantovana main sponsor dell’evento atto (insieme a “Il Tabarro” e al “Gianni Schicchi”): l’azione si svolge intorno alla fine del 1600, in un monastero. Da oltre sette anni in quel convento si trova Suor Angelica, obbligata dalla famiglia aristocratica ad abbracciare la vita monastica per scontare un atto d’amore da cui era nato un figlio illegittimo. Durante questo lungo periodo Suor Angelica non ha più ricevuto alcuna notizia del figlio né della famiglia. La visita improvvisa della Zia Principessa, una vecchia signora, superba e distaccata, è legata alla richiesta di firmare un atto di rinuncia alla sua parte del patrimonio famigliare, per elargirla come dote alla sorella minore di Angelica. Qui Angelica scopre che il figlio è morto due anni prima, stroncato da una malattia. Disperata, progetta di uccidersi per ricongiungersi al figlio e per questo prepara un infuso di erbe velenose. Bevuti pochi sorsi, Angelica è assalita dal terrore, consapevole di aver commesso un peccato mortale e si rivolge perciò alla Madonna, implorando la grazia. Il miracolo si compie: Maria Vergine appare porgendo il bambino fra le braccia protese di Angelica, che cade riversa e muore. L’esecuzione dell’ensemble è stata impeccabile ed accolta, alla fine del concerto, da dieci minuti di scroscianti applausi. Dopo la musica, i ringraziamento per gli sponsor (Banca Cremasca Mantovana e Studio Avv. Moruzzi) e la lettura del messaggio di saluti di S.E. il Vescovo di Crema Mons. Daniele Gianotti, che si è scusata per l’assenza ed ha ringraziato il Centro Lucchi e il Coro Monteverdi. Il presidente Giroletti ha a sua volta portato i saluti a nome del Consiglio d’Amministrazione della Banca e sottolineato che “I vostri applausi hanno espresso il vostro apprezzamento per la scelta di presentare quest’opera di Puccini. Un’opera non facile da far apprezzare, ma strumenti e cantanti l’hanno eseguita ottimamente, offrendo una perfetta celebrazione del centenario della morte di Puccini.” A chiusura dell’evento, due brani natalizi eseguiti dal Coro Monteverdi diretto dal M° Gini , la cui esecuzione così come l’Opera è stata coronata da calorosissimi applausi. In occasione delle celebrazioni per il centenario della morte di Giacomo Puccini, l’Associazione Musicale DomusArt, in collaborazione con il Centro Culturale Diocesano “G. Lucchi”, ha presentato l’opera in un atto “Suor Angelica”. Il Concerto, che si è svolto domenica pomeriggio presso la Chiesa di San Bernardino-Auditorium B. Manenti a Crema, ha proposto un’esecuzione in forma di concerto dell’opera pucciniana, nella riduzione per ensemble da camera. Protagonisti i Cameristi e Cantanti del Teatro alla Scala di Milano, musicisti solisti Marco de Gaspari (pianoforte, maestro collaboratore dei Cori del Teatro alla Scala) e Nicola Dolci (organo), per la direzione del M° Angelo Bolciaghi. Ha partecipato il Coro Monteverdi di Crema diretto dal M° Bruno Gini, in sala il presidente dott. Enrico Tupone con il presidente del Centro Lucchi don Natale Grassi Scalvini. Tantissimi i presenti in Auditorium, accolti all’ingresso dal presidente di Banca Cremasca Mantovana (main sponsor dell’evento) ing. Francesco Giroletti. “Suor Angelica” fa parte del Trittico pucciniano di opere in un da don Pierluigi Ferrari, Gianotti ha mostrato alcune immagini dell’Algeria, i luoghi del santo di Ippona, a confine con la Tunisia. Il paesaggio, la struttura e gli scavi di Kiposa mostrano come fosse la terra di sant’Agostino di cui, nel 2030 si celebrerà il sedicesimo centenario di morte.

Non solo ‘Confessioni’

Il vescovo ha tracciato la figura di un gigante, non solo della fede, ma anche del pensiero. I suoi scritti hanno infatti dato un’impronta decisiva alla cultura occidentale antica e moderna. Viene ricordato per le sue Confessioni, di cui il vescovo di Crema è esperto anche se la sua letteratura è molto più ampia e indaga l’io umano attraverso le domande esistenziali. Al termine dell’incontro, il vescovo ha celebrato l’eucarestia.

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