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Lectio magistralis: i Fantoni a Crema

Una scultura della bottega dei Fantoni

Venerdì 17 aprile si terrà la seconda lectio magistralis della stagione accademica.

Avremo il piacere di ospitare quale relatrice Lidia Rigon, curatrice della “Casa Museo Fantoni” di Rovetta (Bergamo) che tratterà il tema “I Fantoni scultori a Crema“.

L’appuntamento avrà inizio alle ore 15.30 nella Sala Alessandrini di Via Matilde di Canossa n. 20.

L’incontro è aperto a tutta la cittadinanza.

Presentazione

Non capita spesso di ammirare un’opera d’arte proprio nello spazio fisico in cui è stata concepita, né – allargando lo sguardo – si ha spesso il privilegio di osservare, fuori da una finestra, il territorio che ogni giorno accompagnava la vita dell’artista. Un’opportunità che si ha, invece, visitando la Casa Museo Fantoni a Rovetta, una miniera di opere d’arte e non solo. “Casa Museo Fantoni nasce dalle spoglie di una casa-bottega di scultori, di artisti, che hanno sempre operato qui, anche se, con le proprie opere, sono andati oltre i confini della provincia e della Lombardia”, spiega Lidia Rigon, direttrice della Fondazione Fantoni. “Le collezioni artistiche della Fondazione Fantoni, che qui ha sede, raccolgono disegni, modelli in terracotta e cruda; opere in legno e marmo; un archivio di documenti relativi all’attività della bottega; una galleria di ritratti di esponenti della famiglia e un ricco repertorio di disegni di altri maestri (secoli XVI- XVIII). Ai fondi fantoniani si combinano raccolte originate dal collezionismo estremo di esponenti della famiglia”.

Un patrimonio vastissimo ed eterogeneo, “che richiede vigilanza costante e sforzi enormi per la conservazione degli esemplari esposti e di quelli in deposito”, continua Rigon. “La Casa Museo Fantoni è miniera di opere d’arte e, dunque di storie, alcune delle quali attendono di essere raccontate. Come quella di una quadreria di 57 dipinti (dal XVII al XVIII secolo), che da anni vorremmo presentare al pubblico. Gli interventi di restauro sulle opere sono già stati compiuti, ma una pinacoteca necessita di allestimento, adeguate misure ambientali, messa in sicurezza”.

Tesori celati e conservati persino tra le pagine delle complicatissime trattative registrate nei documenti e nei libri mastri. Un materiale che necessita di traduzione per raggiungere il grande pubblico, ma che farebbe scoprire che “una buona parte del patrimonio ligneo degli antichi Fantoni è andato perduto, perché sostituito dal marmo. Quando andava bene, quando non venivano smantellati, gli arredi in legno erano trasferiti ad altre chiese”.

Come il caso della tribuna lignea seicentesca di Rovetta finita a Bueggio (Valle di Scalve), ma andata distrutta nel disastro della diga del Gleno. Senza dimenticare tutte quelle opere che i Fantoni si riportavano a casa, come “i mensoloni di un altare provenienti dalla basilica di Clusone. E la raffigurazione di un Padreterno, che porta tutti i segni del proprio vissuto”.

La mission conservativa è, dunque, centrale per la Fondazione Fantoni. “Dalla sua istituzione, nel 1968, ha come principali finalità la conservazione, lo studio e la promozione del patrimonio d’arte e di storia ricevuto in lascito. Oltre a questo impegno specifico di carattere culturale e educativo, la Fondazione si propone come centro di ricerca storica, artistica ed etnografica sul territorio, facendosi promotrice di iniziative volte alla conoscenza e alla rivalutazione della cultura locale”. Testo pubblicato dalla “Fondazione della Comunità Bergamasca”, tratto da Internet.

I Fantoni costituiscono un “caso” artistico singolare e per molti versi unico nel panorama italiano ed europeo. Di sicuro riusciamo ad individuare altrove situazioni familiari e lavorative analoghe ma ci rendiamo ben presto conto che ci sono dei valori altri, irripetibili, che distinguono questo dagli altri casi. Si tratta della longevità della bottega (quattro secoli), della presenza continua nelle diverse generazioni di maestri di talento e ancora è fondamentale la consistenza del patrimonio di opere che ci è pervenuto e soprattutto l’eccezionale corredo di testimonianze rimasto a illustrare il lavoro, le tecniche di produzione, l’organizzazione della struttura lavorativa e i rapporti con la committenza.

Questi dati, combinati, producono un salto di qualità che trova ulteriore e singolare coronamento nella conservazione della casa bottega dei Fantoni a Rovetta, casa che oggi è allestita a museo ed è gestita dalla fondazione omonima. Negli antichi ambienti di vita e di lavoro viene presenta una’ampia rassegna del patrimonio storico-artistico fantoniano che consente una ricostruzione esauriente dell’attività di una tipica bottega di scultura del Sei e del Settecento.

La presenza a Crema dei maestri Fantoni è stata indagata attraverso le memorie storiche e artistiche conservate dalla Fondazione Fantoni e ha dato vita ad un quaderno monografico edito nel 2022. L’incontro di venerdì 17 aprile proporrà una sintesi degli esiti delle ricerche compiute e una breve conoscenza dei protagonisti Fantoni propedeutica alla successiva visita della loro casa bottega di Rovetta ora Casa museo Fantoni.

Curriculum di Lidia Rigon, relatrice

Architetto libero professionista, con specializzazione in storia dell’arte antica, medioevale e moderna, è attualmente conservatore/direttore della Fondazione Fantoni di Rovetta. In questo ambito cura le collezioni fantoniane in permanenza, le rassegne a tema annuali presso la Casa museo di Rovetta e le pubblicazioni monografiche edite dalla Fondazione Fantoni. Tra queste, nella collana I Quaderni della Fondazione Fantoni, I Fantoni a Crema. Presenze cittadine nelle testimonianze storiche e artistiche della Fondazione Fantoni, iQff4, Fondazione Fantoni, Rovetta, 2022.

Locandina