Vai al contenuto
Home » Il volume di Caldano sulla storia del nostro duomo e della sua piazza

Il volume di Caldano sulla storia del nostro duomo e della sua piazza

Testata Il Nuovo Torrazzo

Testata: Il Nuovo Torrazzo.

A Immagine del Leone

Presentato dinanzi a una platea ampia e attenta il libro Il Duomo di Crema e la sua piazza: architettura e città tra Medioevo e Rinascimento. Sabato 15 marzo, dalle 16, presso la sala Ricevimenti del municipio, per l’appuntamento mensile della rassegna A immagine del Leone, Vincenzo Cappelli, presidente della Pro Loco e di Uni-Crema, ha introdotto l’incontro con la soddisfazione di donare alla città un importante volume, un altro tassello – fondamentale – della sua storia. “La Pro Loco ha fortemente creduto in questo progetto. Il libro di Simone Caldano fa comprendere l’architettura del nostro duomo e della nostra piazza, in un contesto storico profondamente chiarito. Ringrazio sia le oltre 150 persone inserite nella tabula gratulatoria che hanno contribuito alla pubblicazione delle 200 copie del volume e tutti coloro che, a diversi titoli, hanno aiutato al raggiungimento di questo traguardo. Il libro è stato anche presentato presso la Biblioteca del Senato della Repubblica”.

Matteo Facchi, per la Società Storica Cremasca, altro ente impegnato nella pubblicazione, ha introdotto il primo dei relatori che hanno presentato il volume, Guido Cariboni docente di Storia Medievale all’Università Cattolica: “Il rapporto tra Storia e Storia dell’arte non è sempre stato di collaborazione. Ultimamente le cose stanno cambiando e gli storici non ritengono più la Storia dell’arte un’appendice alla loro materia di studio, ma una fonte accreditata per la ricerca storica. Certo bisogna avere competenza in questi ambiti disciplinari e Caldano indubbiamente la possiede”. Cariboni si è poi soffermato sull’attacco del Barbarossa alla nostra città: “Si è sempre ritenuto che Crema fu rasa al suolo da Federico I, in realtà sopravvissero luoghi di culto e strutture difensive da cui i cremaschi ripartirono per la ricostruzione della città. Anche parte del duomo e il broletto non furono del tutto abbattuti; il libro affronta la ricostruzione della cattedrale e della città nel suo complesso”. Quindi la parola è passata alla docente universitaria di Storia dell’arte Luisa Giordano, già ospite di Crema nel 2011 e co-autrice del volume del 1990 su Santa Maria della Croce. La professoressa ha ripreso il concetto di collaborazione tra Storia e studio dell’Arte, discipline che sebbene si muovano su livelli diversi (strutturale la prima, sovrastrutturale la seconda) possono compendiarsi. “Di studi come quello di Caldano non ne esistono molti. L’autore riesce a essere assai preciso filologicamente – non c’è mattone o decoro architettonico che gli sfugga – ed egualmente dare una profondità storica alla narrazione, mai di nicchia, ma che abbraccia, almeno in parte, la metodologia di Les Annales. Si comprende come Crema – per anni una quasi città priva di sede episcopale, ma vivace dal punto di vista culturale, commerciale ed economico – abbia un duomo appartenente al Medioevo lombardo e una piazzaRiflessioni sull’importanza strategica di Crema e sulla sua fortuna nell’affidarsi al buon governo veneziano hanno portato a cedere la parola all’autore del volume. Caldano ha brevemente ringraziato tutti coloro che lo hanno aiutato al raggiungimento della pubblicazione del libro, frutto di una sua tesi di dottorato che si è rivelata un prezioso dono per la nostra città, per la sua storia, per la sua architettura, per la sua arte. Chi fosse interessato al libro può rivolgersi presso Libreria Cremasca e Pro Loco.

Mara Zanotti tipicamente rinascimentale”