La rassegna “Salotti Musicali – Musica Notturna. L’anima della notte dal Romanticismo a oggi” si pone l’obiettivo di rendere la musica d’arte un’esperienza condivisa, non elitaria, capace di stimolare curiosità, ascolto attivo e passione per lo studio musicale.
È un primo passo concreto per avvicinare neofiti e appassionati all’offerta educativa dell’Istituto Folcioni, rafforzando il ruolo della scuola come cuore pulsante della vita culturale della comunità.
Saranno quattro incontri di un’ora ciascuno in data 9 e 23 aprile, 7 e 21 maggio, dalle ore 20,00
Gli appuntamenti si svolgeranno presso la Sala Anelli del Civico Istituto Musicale “Luigi Folcioni”.
Per iscriversi
L’iscrizione si può attivare direttamente sul sito dell’Istituto Folcioni (salotti musicali) oppure andando direttamente presso il teatro San Domenico dalle 16 alle 18.
Per gli iscritti di UNI-Crema è previsto un sconto promozionale di 20 euro, esibendo la tessera.
Il programma
9 aprile
Le origini romantiche: da John Field alla Parigi di Chopin
La nascita del notturno nel primo Ottocento. John Field, l’irlandese che inventò il genere con pezzi sognanti e cantabili per pianoforte solo, apre la strada al Romanticismo. Entriamo poi nel cuore della Parigi bohémien con Frédéric Chopin, che elevò il notturno a espressione suprema dell’interiorità, della malinconia e del lirismo.
23 aprile
Frédéric Chopin: Il canto della notte
Un intero appuntamento dedicato al maestro polacco-francese, vertice assoluto del notturno romantico. Esploriamo la sua produzione per pianoforte attraverso una selezione dei notturni più rappresentativi, analizzando l’evoluzione del suo linguaggio: dalle melodie semplici e cullanti alle armonie più intense e drammatiche.
7 maggio
Dall’Impressionismo a Scriabin: la notte si fa colore ed estasi
Fine Ottocento e inizio Novecento: il notturno esce dal salotto e si trasforma. A Parigi, Claude Debussy rivoluziona il genere con i Trois Nocturnes per orchestra e coro femminile (1897-1899): “Nuages”, “Fêtes” e “Sirènes”. Alla linearità del canto succedono nuvole di suono, vibrazioni atmosferiche, impressionismo puro.
Poi Alexander Scriabin, al confine tra romanticismo tardivo e modernità, porta la notte verso una visione mistica e sinestetica.
21 maggio
Il notturno nella modernità: da Bartók a oggi
Il genere sopravvive e si rinnova nel XX e XXI secolo. Partiamo da Béla Bartók e la sua Musica notturna (da Out of Doors, 1926): una notte inquietante, popolata di rumori naturali, stridori e mistero, lontana dal lirismo romantico. Proseguiamo nel Novecento e nel contemporaneo, esplorando atmosfere sospese, frammenti sonori e luci lontane.
