UNI-Crema presenta un incontro con il direttore dei corsi, don Pierluigi Ferrari, qui nella veste di scrittore. Presenterà, infatti, il suo ultimo saggio intitolato “Gh’éra ‘na ólta. Lessico, immagini, tradizioni e microstorie del mondo contadino cremasco“ (Cremona, Fantigrafica, 2026).
L’incontro si terrà in Sala Alessandrini (Via Matilde di Canossa), lunedì 25 maggio con inizio alle ore 15.30.
Il terzo volume della collana Ricognizioni, promossa dal Museo della civiltà contadina «Maria Verga Bandirali» di Offanengo, raccoglie gli interventi di vario tema affrontati da don Pier Luigi Ferrari nei pubblici incontri, svolti nel corso di oltre un decennio, presso lo stesso Museo.
In una decina di capitoli di svariato argomento, ma tutti incentrati su “quadri ambientali” di vita quotidiana o stagionale abitualmente vissuta, fino a non molti decenni orsono, in ambito rurale cremasco − in paese, in cascina, in campagna – l’autore traccia una panoramica di speciale attrattiva in cui ancora molti lettori, i meno giovani specialmente, potranno ritrovare le loro memorie, talora con un pizzico di nostalgia, mentre le nuove generazioni avranno modo di confrontarsi con sprazzi di vita di una società umana di cui non hanno avuto cognizione diretta, ma dalla quale ancora oggi dipendono molti loro atteggiamenti mentali, molte abitudini, molte tradizioni trasmesse di padre in figlio, nelle quali anch’essi possono ritrovare lo spirito di un certo modo di pensare, di comportarsi, di esprimersi e averne migliore consapevolezza.
Il volume rappresenta anche, e soprattutto, un’antologia di modi di dire, di locuzioni o di espressioni idiomatiche, in un dialetto cremasco intenso e arguto, dai modi tra i più autentici e identitari possibili. Un’antologia dialettale ripescata e selezionata dall’autore cavandola dai suoi numerosi forzieri di interviste condotte per decenni e decenni tra la gente dei paesi cremaschi. Un tesoro dell’idioma locale, dunque, la cui riproposizione riesce a suggellare in modo naturale, eppure vigoroso quanto mai, l’antico legame interpersonale del popolo cremasco, dando voce a un mondo forse spentosi materialmente, ma ancora assai vivace nello spirito dei suoi abitanti. Tanto da innescare un sussulto di orgoglio nel lettore e la consapevolezza di appartenere a una comunità umana dalla lunga e illustre storia, che ne ha forgiato il linguaggio, il pensiero e l’azione lungo i secoli.
Don Pier Luigi Ferrari
È presbitero della diocesi di Crema e docente di Sacra Scrittura e Lingue Bibliche presso i Seminari riuniti e presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Crema-Cremona-Lodi-Pavia-Vigevano. Ha pubblicato saggi biblici e teologici, tra i quali “Personalismo e cristologia. La meditazione cristologica di Jean Mouroux” (Milano 1984); “Commento alle Lettere pastorali di Paolo” (Casale Monferrato 1995); “Il discorso della montagna. La nuova Legge” (Milano 1998), “La «Dei Verbum»” (Brescia 2004); “Al Vangéle ‘n dialèt cremasch. Traduzione dei Quattro Vangeli dai testi originali” (Crema 2008); “La Bibbia. L’interpretazione della Scrittura nella chiesa cattolica” (Bologna 2014); “I luoghi del Regno. La dimensione spaziale nel racconto di Marco” (Bologna 2015); “Figure di ironia nel racconto di Marco in Extra ironiam nulla salus” (Milano 2016); edizione critica di “Primo Mazzolari. La parola che non passa. Le omelie di don Primo Mazzolari” (Bologna 2017).
È autore di alcuni temi antropologici pubblicati nei “Quaderni” del Museo della Civiltà Contadina di Offanengo: “Pignàte, padèle e mugnà” (2011); “Òche e ròi per i nost cundiment” (2014); “Le ìde, le bóte, i ustér” (2015); “I mülì, le grèmule, i furne e ‘l pa da na ólta” (2020); “Campane e campanari di Offanengo” (2020); “I caalér nella tradizione e nel gergo cremasco” (2021).
Collabora con riviste a carattere biblico e pastorale.
(Testo tratto da Libreria Cremasca).
