- Con: Sonia Bergamasco, voce recitante e Marco Scolastra al pianoforte.
- Tratto da: dal libro Mozart di Paolina Leopardi, musiche di Wolfgang Amadeus Mozart, drammaturgia di Sonia Bergamasco.
Quando
Giovedì 30 marzo 2023, ore 21.00.
Costi
Poltrona centrale a 10,00 euro anziché 20,00 euro.
Programma
Ritrovo dei partecipanti alle ore 20.30 presso il bar del teatro San Domenico dove la Sig.ra Livia Cipolla consegnerà i biglietti.
Iscrizioni
Sino al 27 marzo 2023 presso la segreteria di Uni-Crema (tel. 0373 386259) effettuando il versamento di 20,00 o 30,00 euro.
Descrizione dell’evento
Giovedì 30 marzo inizia la rassegna Musica in abside con la grandissima attrice Sonia Bergamasco che interpreta Paolina Leopardi che racconta Mozart. È un recital per attrice e pianoforte, acuto e sorprendente, che si snoda attraverso la voce di una testimone d’eccezione.
Nel settembre del 1837 esce a Bologna, in una bella veste grafica, un libretto di 35 pagine, dal titolo Mozart, senza indicazione dell’autore. Una biografia di Mozart, una delle prime in italiano. L’ha scritta Paolina, l’amata sorella di Giacomo. In casa Leopardi si è sempre saputo che era di Paolina quel Mozart, ed è lei stessa a dichiararlo in una lettera del 1838 a un’amica bolognese a cui scrisse che «la censura ecclesiastica ne tolse i più piccanti pezzi e mi fece gran rabbia».
Non francese ma tedesca è stata la sua fonte principale: la biografia mozartiana di Georg Nikolaus Nissen (secondo marito di Constanze, la vedova di Mozart) pubblicata a Lipsia nel 1828. È lì che Paolina ha trovato le lettere di Leopold e di Wolfgang, di cui riporta ampi brani.
Padre e figlio. Parla spesso di Leopold in quelle trentacinque pagine., lo presenta con queste parole: «buon padre, onesto maestro di musica, ma uomo avido e di limitati pensieri». Wolfgang è invece «Giovinotto di forti pensieri» Paolina nel padre di Mozart vedeva suo padre e in Wolfgang suo fratello. Quando esce il libro, Giacomo non c’è più, già da tre mesi.
Scrive Giovanni Vigliar: «La sorella ripercorre la vicenda terrena di Wolfgang e vi trova analogie con quella di Giacomo: la breve vita, l’odio tenace verso la soffocante città natale, un rapporto problematico con il padre, la mancanza di mezzi che rende difficile la vita al genio».