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Marzo 2023 – Viaggio in Estremadura

Primo giorno

Da Madrid a Placencia abbiamo attraversato una Spagna meno nota grandi distese di lecci, ulivi, mandorli e querce da sughero, con animali liberi al pascolo e pochi paesi sulle cime dei colli. Placencia è uno di questi. Una graziosa cittadina circondata da mura, con una imponente doppia cattedrale dagli interni sorprendenti per la ricchezza e policromia dei decori lignei ed una contagiosa vivacità nelle vie e nelle piazze. Un primo abbraccio caldo e molto apprezzato.

Secondo giorno

Cáceres è una splendida città, riconosciuta patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, grazie alle imponenti mura che racchiudono un centro storico con una grande impronta medievale.

Arrivando in Plaza Mayor così grande e armoniosa non abbiamo potuto fare altro che aprire la bocca stupiti “vov!” e sgranare gli occhi meravigliati. Questa piazza è il fulcro della città, su di essa si affacciano edifici pubblici e commerciali ed è la sorprendente anticamera alla Càceres medioevale.

Attraverso una scalinata si entra nella Ciudad Monumental dove un dedalo di vie e piazzette ci hanno accompagnato davanti alle chiese ed ai palazzi nobiliari.
La visita al museo ci ha fatto scoprire la cisterna romana, molto ben conservata e testimone dell’abilità ingegneristica e costruttiva dei romani oltre all’importanza che gli antichi davano all’ACQUA.

Nella chiesa di Sant’Iago ci ha colpito un'”ultima cena” composta da statue vestite (pesantissima), che viene portata in processione, a braccia, durante la Settimana Santa.
Dopo tanta bellezza e folclore una pausa per il pranzo, con l’obbligo di assaggiare la famosissima Torta del Casar, che non è un dolce, ma un formaggio dalla pasta molle, servito con dei crostini di pane.

Tutti siamo tornati con questo formaggio…chissà perché?

Nel pomeriggio ognuno di noi si è mosso in libertà ma… la sera, dopo cena, eccoci riuniti al a farci un “chupito de hierbas buenas” in allegria.

Terzo giorno

Ed eccoci al terzo giorno di viaggio, un’aggiunta al programma iniziale ci ha portato a visitare Badajoz, la seconda città dell’Estremadura per numero di abitanti. Attraverso una porta turrita siamo arrivati nel piacevole centro storico con una bella Plaza Major dove nidi e voli di cicogne hanno attirato la nostra attenzione, una salita ci ha condotto nella notevole Plaza Alta ed infine all’Alcazaba arroccata sul culmine di una collina con vista splendida sulla città e sulla pianura.

Nel pomeriggio ci siamo trasferiti nella capitale dell’Estremadura, Mérida per i romani Augusta Emerita.

Grande sorpresa è stato scoprire la quantità di monumenti romani ottimamente conservati. Questa splendida città, dichiarata Patrimonio dell’Umanità ospita uno maestoso e scenografico Teatro Romano, un Anfiteatro tra i meglio conservati in Europa, il bellissimo Tempio di Diana, il Ponte Romano sulla Guadiana, uno dei ponti romani più lunghi dell’antichità ed un parco/giardino archeologico di notevoli dimensioni.

Naturalmente anche gli arabi hanno lasciato il segno con la grandiosa fortezza dell’Alcazaba che costeggia la Guadiana e si incontra con il Ponte Romano.
Lasciata Mérida eccoci di nuovo a Casàres per la cena.

Anche questa piacevolissima giornata non poteva non conclusasi con l’immancabile chupito, tante chiacchiere e risate in Plaza Major. Saremmo ancora là se i camerieri non ci avessero tolto sedie e tavoli!!!!

Quarto giorno

Preparate le valigie e salutata Càseres  eccoci diretti verso Truijllo un pueblo di diecimila abitanti arroccato su un’altura dominante l’altopiano.

Anche questo paese ci ha incantato per l’armonia della sua immensa Plaza Major, per le strette vie tipicamente medioevali, per i numerosi palazzi e chiese, per l’Alcazar imponente e austero e per la capacità di questo popolo di conservare, mantenere e valorizzare la propria storia e la propria cultura.

Un caffè, due churros e via, verso il Santuario di Nuestra Señora de Guadalupe, fondato nel 1340 da Alfonso XI, re di Castiglia, dopo aver vinto i Mori nella battaglia del rio SaladoLungo.

Un  tratto tortuoso sulla Sierra, due passi nel paese  ed ecco pararsi davanti a noi la scalinata che  porta all’ingresso del grande santuario. La piccola immagine della Madonna in alto sull’altare, venerata con quella religiosità sfarzosa ed esuberante, tipicamente spagnola, ci è sembrata ancora più piccola vista la maestosità della chiesa.

Dopo la visita al museo un breve pranzo e… ripartenza per Madrid.

Abbiamo scoperto una Spagna meno turistica rilassante, piacevole, calda, ricca di vestigia del passato .

L’Estremadura  ci è entrata nel cuore.

Grazie a Clara per avercela fatta conoscere e grazie a tutta la compagnia che con la simpatia e l’allegria ha contribuito a rendere il viaggio un’esperienza indimenticabile.