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La prof.ssa Fava ha aperto il ciclo di incontri dedicati a Pinocchio

Testata: Il Nuovo Torrazzo

In occasione del bicentenario della nascita di Carlo Collodi, Uni-Crema in collaborazione con la Pro Loco organizza un ciclo di tre incontri dedica¬ti al burattino più famoso della letteratura italiana e alle sue molteplici interpretazioni letterarie, edu¬cative ed editoriali.

La prima conferenza si è svolta giovedì 29 otto¬bre, alle 15.30 in sala Alessandrini, su Riflessioni critico-letterarie ed educative attorno a “Le avven¬ture di Pinocchio’ con relatrice Sabrina Fava, do¬cente all’Università Cattolica, che ha affascinato, e a volte sorpreso, l’intero auditorio. La professores¬sa ha spiegato che il contesto storico-sociale dell’I¬talia dopo l’Unità si rivela problematico a causa di analfabetismo diffuso e idiomi dialettali. Una com¬missione apposita decreta che la lingua nazionale debba essere il fiorentino parlato colto. Sarà la lin¬gua di Pinocchio.

Fava ha dichiarato che alcune scelte in Pinocchio richiamano la traduzione fatta da Collodi delle fiabe di Perrault, dove Barba Blu diventa Barba Turchino. Il nostro utilizzerà questo colore per la fatina, che di¬fatti è un personaggio ambiguo, in bilico tra la vita e la morte, tanto che per educare Pinocchio usa me¬todi dall’aspetto di veri e propri ricatti psicologici.

“Pinocchio è un’opera spuria: non è una fiaba e non è un romanzo. E un testo innovativo e satirico, che rivoluziona del tutto la letteratura per l’infanzia intrisa di moralismo” ha proseguito, spiegando the nell’incipit geniale, con un discorso diretto libero, si trova subito l’ironia di Collodi: è il rovesciamen¬to della fiaba perché qui non c’è un re, ma solo un umile pezzo di legno.

La fiaba narra che Geppetto scolpisce il buratti¬no a partire dalla testa; mancano le orecchie, sottin¬tendendo che Pinocchio non ascolterà i consigli di buon senso, ma come molti ragazzini vivaci farà di testa sua, finendo inevitabilmente nei guai.

La relatrice ha aggiunto che le vicende grottesche di Pinocchio racchiudono una critica sociale, come quella di una giustizia rovesciata, forte con i deboli ma debole con i forti: ne è vittima Geppetto, quan¬do viene arrestato dal Carabiniere perché accusato di maltrattamenti verso il burattino, e lo è Pinocchio quando, ingannato dal Gatto e dalla Volpe, viene im¬prigionato con l’accusa di essere ingenuo.

La professoressa Fava ha raccontato molto altro al pubblico affascinato. Quando ha dichiarato che avrebbe potuto continuare ancora a lungo, dalle poltrone è salito un entusiastico “Anche noi’:

Il secondo incontro è in programma martedì 24 novembre, quando Luca Corvi parlerà di Percorso editoriale della pubblicazione di Pinocchio. A chiu¬dere, giovedì 26 novembre, Cristina Gumirato con Tra Pinocchio e Cuore: continuità e differenze. Le conferenze si tengono alle 15.30 in sala Alessan¬drini.

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